Il progetto

(scarica il *.pdf)
 

La logica di Friendly House 

Il progetto Friendly House ha ottenuto il finanziamento da Fondazione CRT Torino e Camera di Commercio di Torino. L'attività progettuale si è sviluppata lungo l'arco del 2008 concludendosi a maggio del 2009. Il progetto è nato dall'obiettivo di rendere più autonome e più capaci di comunicare e interagire le persone che si trovano in difficoltà nel compiere azioni nella loro vita quotidiana e, parallelamente, valorizzare le esperienze di attività imprenditoriali artigiane per realizzare servizi, interventi e attrezzature tecnologicamente validi per rendere le abitazioni “più amichevoli”.

Si tratta quindi di un’area d’interventi molto ampia che comprende:
  • interventi nelle abitazioni (domotica, interventi fatti nelle singole stanze di un’abitazione, dai bagni alle scale, interventi di tele-consulto, tele-soccorso…)
  • la creazione di ausili personalizzati
  • interventi personalizzati per permettere movimenti a persone con gravi limitazioni motorie
  • interventi per favorire il loro studio, le loro attività sportive, il loro tempo libero.
Così come l’area degli interventi anche l’utenza cui il presente progetto si rivolge è molto ampia e va dalla persona anziana, che è meno autonoma, alla persona che ha avuto un incidente di macchina con conseguenze permanenti o temporanee sul suo fisico, dalla persona che ha avuto disabilità alla nascita alla persona che ha temporanee difficoltà nella sua vita quotidiana (ad esempio una donna in attesa di maternità) e così via. Tutte le classi di età possono rientrare in queste categorie e non esiste quasi famiglia che non abbia al suo interno persone con queste difficoltà. Si tratta quindi di un’utenza assolutamente generalizzata.

Nonostante queste caratteristiche in Italia quest’area non ha una sua visibilità perché le richieste che dovrebbero pervenire da queste persone non vengono aggregate e quando una persona non può fare a meno di un intervento tecnologico la risposta alle sue richieste è, in genere, molto costosa perché il prodotto finisce con il rientrare nella categoria dei “beni di lusso”.

Inoltre, in Italia manca una politica di welfare nazionale che sia responsabile di questi interventi tecnologici alle abitazioni ed alcuni sostegni parziali della legislazione italiana (come i contributi per chi acquista un ausilio tecnologico) hanno portato spesso all’innalzamento dei prezzi e non al loro drastico calo, come è avvenuto in altri Paesi. Manca in Italia una centralizzazione della ricerca in queste direzioni e anche al livello regionale i punti di riferimento visibili sono limitati.

Data però l’ampiezza dell’area di intervento anche alcune operazioni parziali di aggregazione potrebbero avere successo, attraverso la proposta di interventi coordinati, tendenti, da un lato, ad aiutare le persone anziane e persone con disabilità insieme ed a promuovere, dall’altro, una maggiore visibilità e organicità dell’offerta di servizi e attrezzature strutturando un mercato finora solo potenziale e offrendo opportunità di riconversione a imprese esistenti e di diffusione e crescita a nuove imprese a vocazione innovativa.

L’obiettivo, quindi, è anche quello di favorire politiche pubbliche ed interventi mirati a ridurre il disagio e soprattutto la ghettizzazione di utenze particolari, quali le persone con disabilità e gli anziani.

I settori e le tecnologie coinvolti nel mercato dei servizi e attrezzature sono molteplici ed orientati – proprio in funzione dell’ampiezza e dell’evoluzione dei bisogni – almeno potenzialmente all’innovazione tecnologica: dall’informatica alle costruzioni, dalla meccanica all’impiantistica. La particolare ampiezza delle utenze possibili, inoltre, rende particolarmente interessante la sfida posta ai designer, vale a dire quella di ideare e progettare strumenti ed arredi che siano adatti e facilmente utilizzabili da tutti. Ciò significa, in altre parole, uscire dalla logica della progettazione e del design per utenze particolari (anziani, persone con disabilità, ecc.) che spesso finisce per avere risultati poco accattivanti sul piano estetico e su quello funzionale.

Il progetto

L’idea progettuale si basa sul presupposto secondo cui è possibile migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità offrendo - nello stesso tempo - nuovi spazi di mercato e nuove opportunità di guadagno alle piccole e medie imprese. I protagonisti della presente iniziativa sono quindi due, le persone con disabilità, portatrici di bisogni ed esigenze specifiche ed i piccoli imprenditori, che attraverso lavorazioni ed interventi di tipo artigianale, non necessariamente avanzati dal punto di vista tecnologico e quindi con costi contenuti, possono rispondere alle particolari richieste della domanda. In particolare l’attenzione si è incentrata sulle abitazioni destinate alle persone con disabilità, ponendosi come obiettivo la realizzazione di uno studio di fattibilità per un alloggio attrezzato, la cui planimetria è stata fornita da ATC Torino. Le persone con disabilità hanno bisogno di prodotti e soluzioni costruiti quasi su misura per poter affrontare i problemi specifici connessi con la loro tipologia di difficoltà, con le condizioni familiari e con le scelte di vita attuate. Inoltre, dato che si tratta di un mercato ristretto, spesso i prodotti/servizi offerti sono estremamente costosi. Le piccole imprese, invece, possono produrre piccoli volumi produttivi e contemporaneamente sono in grado di contenere i costi. Sono “vicine”, si adattano con facilità alle esigenze di piccoli segmenti della clientela, spesso hanno bisogno – almeno in prospettiva- di diversificare e riconvertire la propria produzione. Contemporaneamente- tuttavia- non hanno la capacità e/o la possibilità di realizzare strategie complesse di marketing che permettano loro di individuare nuovi possibili mercati e valutarne in anticipo l’effettiva redditività. Quindi in presenza del rischio di non trovare una risposta soddisfacente da parte del mercato, preferiscono continuare ad operare nel settore in cui hanno più esperienza.

A fronte di queste diverse esigenze la soluzione migliore sembra essere quella di creare un meccanismo in cui i due protagonisti (persone con disabilità ed artigiani) partecipino attivamente alla progettazione dei beni / servizi. Naturalmente nel contesto del progetto sisi è trattato di iniziare una co-progettazione di soluzioni, almeno nel breve periodo “fuori mercato”, ma, nell’eventualità tutt’altro che remota di una crescita di questo genere di domanda abitativa, un numero consistente di piccole e medie imprese potrebbe riuscire a realizzare economie di scala, pur senza rinunciare alle loro capacità di realizzare prodotti e servizi personalizzati.

Si tratta di una strategia di cooperazione fra soggetti “deboli” (imprese artigiane e di piccole e medie dimensioni e soggetti con disabilitò) che - di conseguenza - può avere successo solo se realizzata attraverso la costituzione di una rete in grado di attuare un’esperienza comune testandola nelle singole realtà. Il progetto ha quindi avuto inizio con la ricerca svolta presso le persone con disabilità che ha permesso di evidenziare le problematiche più importanti e strategie di soluzione dei problemi di accessibilità. Da qui hanno avuto inizio gli incontri informativi con gli artigiani interessati e la progettazione degli spazi.

Tutti i prodotti del progetto trovano spazio nelle varie sezioni del sito.